Un fiume

Un fiume di emozioni alla Sciot e Vnot di Martina Franca

Un fiume di emozioni alla Sciot e Vnot di Martina Franca: molto più che una corsa podistica

Un fiume di emozioni e di persone che si snoda tra le strade del cuore. La Sciot e Vnot, manifestazione giunta il 16 febbraio 2020 alla sua quarta edizione, à molto più di una gara podistica. E’ un fiume di gente colorato che si snoda tra i vicoli di Martina Franca e Locorotondo e tra le strade della splendida Valle d’Itria, che per l’occasione si è vestita a festa, complice una meravigliosa giornata di primavera in anticipo. Se fosse in qualche modo ammissibile affermarlo, si potrebbe dire che il cielo abbia voluto allearsi con l’ASD Martina Franca Running per offrire agli oltre duemila podisti una cornice dorata nella quale incastonare una tela dipinta da pennellate di entusiasmo, dedizione, organizzazione, cura dei dettagli ma, soprattutto, passione per lo sport. Quello sport che unisce, accomuna, rende tutti amici nel condividere momenti irripetibili, sempre nuovi e ogni volta unici. Al netto di un’organizzazione impeccabile che ha curato ogni minimo dettaglio (una chicca il ristoro per vegani, nda), la manifestazione è stata una vera e propria festa di umanità oltre che di sport. L’immenso serpentone tricolore che è scivolato sulle teste dei partecipanti, sospinto da centinaia di mani, mentre andava l’Inno nazionale italiano, è stato suggestivo quanto azzeccato, quasi un preludio alla grande emozione del minuto di silenzio e dell’applauso dedicati a Leonardo Palmisano, il podista ultraottantenne che fino a pochissimo tempo fa percorreva le strade fianco a fianco con i podisti agonisti e amatoriali. Perchè la corsa è anche questo, probabilmente lo sport più democratico e popolare al mondo, che mette gomito a gomito professionisti e amatori, agonisti e camminatori (la Sciot e Vnot, per la cronaca, è una delle poche manifestazioni in Puglia, e probabilmente in Italia, che consente ai camminatori di respirare l’aria e l’adrenalina della gara, nda), che fa sì che due sconosciuti si diano sostegno a vicenda per affrontare al meglio la gara in un clima di amicizia come se si conoscessero da sempre. Perchè la corsa è un istinto atavico, che parte dalla mente ma è sostenuto dal cuore più che dai muscoli. E l’aria di festa è stata amplificata e resa ancora più gioiosa dai gruppi musicali e folkloristici che hanno animato alcuni angoli suggestivi del percorso, regalando ancor più grinta e senso di appartenenza a una grande famiglia a chi sudava e palpitava nello sforzo agonistico ed emotivo. Ci sarà tempo e modo per parlare di classifiche e numeri. Per tutti questi motivi, e per ognuna delle motivazioni che ha spinto ciascun partecipante a indossare maglietta e scarpette e a passare una domenica mattina di festa in corsa, per il momento ci sentiamo di ringraziare, sperando di farlo a nome di tutti i podisti e dello stesso territorio che è stato valorizzato e messo in evidenza,  chi ha speso il suo tempo e le sue energie, il tutto in spirito di volontariato (dettaglio, questo, non trascurabile, tutt’altro), affinchè la Sciot e Vnot fosse quel fiume di emozioni che sicuramente è stata per chi scrive, ma certamente anche per tutti coloro che ne hanno fatto parte, ognuno a proprio titolo e compito. E le emozioni, si sa, sono impagabili. Grazie a nome di tutti i podisti.

Matteo Gentile

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(Foto Gasparro)

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Autore dell'articolo: Matteo Gentile

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