Un anonimo leccese

Un anonimo leccese – recensione del libro di Mauro Ragosta

Un anonimo leccese – recensione del libro di Mauro Ragosta

Un anonimo leccese è il titolo del libro di Mauro Ragosta in cui l’eclettico autore (è economista, scrittore, poeta, fotografo) analizza vari aspetti della vita di un fantomatico (ma non troppo) abitante del capoluogo salentino. Una sorta di autobigrafia meditata, si potrebbe azzardare a dire.

Lo scritto di Mauro non è di certo uno scritto creativo, né una necessità che provano in tanti ‘ facchini ‘ di doversi esprimere a tutti i costi per fare arte.
Di certo si entra attraverso la lettura del suo libro in una ricerca di equilibrio e autoanalisi.
L’ autore può vantare di essere un aristocratico e frequenta la “massa” solo per poterla distinguere.
Il libro si suddivide in vari capitoli. Il primo prende il titolo ‘Aromi: due giorni in compagnia di un anonimo leccese’, in cui si evidenzia la vita ricca dello scrittore contornata da gioie e dolori, vittorie e sconfitte in cui protagonisti e comparse dopo un’effimera esistenza si dissolvono in un passato sempre più amaro fatto di ricordi e riflessioni giornaliere.
Importante, infatti, è comprendere e accettare che nella vita tutto passa e se ne va, paragonandosi a un viaggiatore che guarda fuori dal finestrino dall’interno di un treno in corsa.
Ragosta, nel suo lavoro “Un anonimo leccese” si prende quel diritto-dovere di parlare a sé stesso per identificare la sua unicità e diversità. Il mestiere dello scrittore è legato alla penna, al foglio di carta a gli eventi da interpretare.
L’aroma del caffè, il saperlo sentire ogni giorno come se fosse la prima volta che lo si fa, anche nei giorni in cui le giornate non sono sempre positive.
Nel suo libro viene analizzato e raccontato in modo naturale il momento in cui si cambiano amicizie, quando alcuni rapporti giungono al capolinea.
Sempre presente nelle sue righe il legame solido e sicuro con la moglie Daniela, che spesso si rivela sia moglie che amica e confidente.
Molto importante l’amicizia dell’autore con il suo migliore amico dal nome Mauro anche lui, un’amicizia che ha saputo resistere e che non è stata scalfita dal tempo o dai cambiamenti: stesso lavoro, stessa comitiva (che poi si è sfasciata), saper non essere invidioso l’uno dell’ altro, cambi di città in cui vivere, per poi sapersi consigliare in età adulta.
All’interno del libro molto importanti sono proprio i legami, l’ importanza dell’amicizia.
Non meno importanza occupa lo spazio del saper ascoltare buona musica, leggere dei buoni libri, quelli di un certo spessore, il saper osservare in silenzio l’alba e il saper respirare a pieni polmoni l’aria frizzantina.
Nel secondo capitolo, ‘La politica vista dal basso’, l’autore fa notare cosa avviene nella società quando si parla di politica: spesso si finisce per litigare e si rovinano le amicizie. Durante l’arco della sua vita la politica è stato un argomento molto diffuso e discusso, si respirava politica a tutti i livelli sociali, era come una partita di calcio e biaognava scendere con il pallone in campo, era salutare per tutti la politica. Emerge il ricordo della sua famiglia quando negli anni ’60 a Natale e a Pasqua si svolgevano i soliti ‘riti politici’ in cui ognuno parlava uno sopra l’altro: una famiglia mista in cui ognuno aveva le sue ideologie, in cuiveniva identificato con il colore rosso il comunista e con il colore nero il fascista. Emergono i ricordi del 1973, quando Mauro si prese la prima cotta per una ragazza, quando c’era nel suo percorso anche l’apatia verso lo studio e avvenne il suo passaggio dal meno bravo della classe all’essere il migliore, la sua tesi con la professoressa Carelli sull'”imprenditore leccese”, i vari problemi che possono emergere durante il percorso di studio.
Un’analisi approfondita emerge sulla vita, nella quale un po’ tutti possono rispecchiarsi.
Nell’ultimo capitolo, il ‘Rigattiere’, Ragosta fa emergere il concetto per cui nell’esprimere sé  stesso attraverso il racconto della sua vita più si conosce il successo dopo la disoccupazione e la disperazione.
Una autoanalisi, realizzata osservandosi dentro, dove è importante amare e amarsi.
La vita è comunque un viaggio che, anche se si subiscono delle sconfitte, può rivelarsi bella e ricca con un bel finale. E Mauro, attraverso la sua, vuole dimostrarlo.
Mauro Ragosta ha conseguito la laurea in ‘Economia e Commercio’, tra le sue pubblicazioni ‘L’ industria leccese dal 1861 al 1991″.
Nel 1990 ha vinto il premio “Nuovo Mezzogiorno” per la sua pubblicazione ‘Lo sviluppo dell’ imprenditoria leccese’.
Ancora oggi Mauro continua a scrivere.
(Visited 66 times, 1 visits today)

Autore dell'articolo: redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *