Mariacristina Buono

Mariacristina Buono: un talento “classico” vola a New York

Mariacristina Buono: il talento musicale pugliese vola a New York

Mariacristina Buono: quando la musica è emozione – L’intervista

L’incontro con la giovane e talentuosa pianista avviene in uno storico caffè del centro a Martina Franca, a pochi passi dalla piazza dove lo scorso agosto la protagonista della nostra storia “folgorò” i presenti nella notte di Piano Lab con la sua esibizione al pianoforte. A pochi passi anche dalla Fondazione Paolo Grassi, “piccolo tempio” della musica a Martina Franca, dove la nostra ospite sta per partecipare a un’importante Masterclass con il pianista milanese Davide Cabassi.

Mariacristina Buono, giovane talento pugliese, 28 anni appena, l’entusiasmo e la determinazione di una ragazza che vive di musica e per la musica, e che a breve vivrà un piccolo grande sogno…

“E’ certamente un piccolo grande sogno suonare al Carnegie Hall di New York (una delle più importanti sale da concerto di musica classica e leggera a livello mondiale, ndr) e farlo all’età di 28 anni è per me davvero una grande gioia e una grande emozione. Da quando l’ho saputo, pochi giorni fa, non sto più nella pelle (e sfodera un sorriso che da solo conferma quello che dice, ndr).

Bè, in effetti, pensare che ti esibirai sullo stesso palco calcato da Tchaikovsky, Rachmaninoff, Maria Callas e Luciano Pavarotti, giusto per citare alcune delle grandi star che si sono esibite nella grande sala americana, c’è da esserne fieri. Ma come ci sei arrivata, dalla tua Adelfia?

“Ho deciso circa tre mesi fa di partecipare al contest online “American Protegè”, un concorso mondiale al quale bisognava inviare materiale di registrazione video e audio, il curriculum e tutti gli studi musicali fatti fino a quel momento. Il premio era quello, appunto, di esibirsi al Carnegie di New York, che era da sempre il mio sogno e credo sia quello di tutti i musicisti. Anche se un po’ lo speravo, ho partecipato senza immaginare che mai avrei potuto vincere, anche perché vi partecipano artisti di tutte le età e di tutte le nazionalità”

Effettivamente, hai sbaragliato concorrenti provenienti da tutto il mondo, Stati Uniti, Canada, Germania, Israele, Cina, Giappone, persino Australia e Nuova Zelanda. E a volare a New York sarai proprio tu, grazie al tuo talento e alla tua determinazione.

“Davvero ancora quasi non ci credo. Quando ho ricevuto la comunicazione che ero ‘First Price Winner’, cioè che avevo vinto il primo premio, non mi sembrava vero: un sogno che si realizzava! Sono già stata negli Stati Uniti, ma mai a New York, né tanto meno in una sala così prestigiosa. Ho scelto come data quella del 21 aprile, così questa esperienza meravigliosa sarà il mio regalo di Pasqua”.

Dicevi di essere già stata negli Stati Uniti. In effetti nonostante la tua giovane età viaggi molto per esibirti all’estero. Per citare Bocelli, questa musica che ti fa girare di città in città…

“In effetti sì. Nel 2013 ho anche vissuto per alcuni mesi a Helsinki, in Finlandia, dove ho potuto vivere una bellissima esperienza da pianista accompagnatrice di classi di fiati, archi e cantanti, presso la “Metropolia University” e questo mi ha fatto conoscere l’Europa del Nord. Poi ho vissuto due anni a Colonia, in Germania, ed anche questa è stata un’esperienza straordinaria, e devo confessare che quando sono tornata a casa ero un po’ triste perché amavo tantissimo vivere e studiare in Germania, dove ho anche conseguito un Master di pianoforte solistico presso la “Hochschule fur Musik und Tanz” di Colonia. Poi comunque viaggio molto per concerti, tra l’Italia e la Germania, dove ho mantenuto tanti contatti. A fine gennaio ho suonato a Oslo, per la prima volta in Norvegia, anche se ci sono stata solo per 24 ore e non posso dire di aver visitato la città. In compenso ho visto tantissima neve!”

Ti auguriamo di poterci tornare, allora, magari senza neve…

“Grazie, perché no?”

E negli Stati Uniti? A parte New York dove andrai a Pasqua, dicevi di esserci già stata.

“Sì, in effetti sono stata già diverse volte a Los Angeles e l’estate scorsa ho soggiornato per 2 settimane a Miami, per prender parte al bellissimo Miami Piano Festival organizzato da Giselle Brodsky, ospite ad agosto qui a Martina Franca nel Piano Lab, nonché amica di Francesco Libetta. E’ stata anche quella un’esperienza entusiasmante che mi ha portato a poter seguire lezioni con insegnanti fantastici e a suonare varie volte in concerto. Chissà, magari lo ripeterò in futuro perché è un’esperienza di altissimo valore artistico”.

Quindi, alla tua comunque giovane età, nonostante le grandi soddisfazioni artistiche e professionali, continui ancora a studiare.

“Certo, credo sia importantissimo continuare a studiare e ad approfondire questo meraviglioso mondo che è la musica, dove non si finisce mai di imparare, come del resto credo sia in tutti i campi della vita”.

Avrai iniziato quando eri molto piccola, possiamo immaginare.

“Effettivamente sì, ho iniziato a studiare musica da quando avevo appena cinque anni”.

Ecco, come può si può fare in modo che la musica sia davvero la tua vita? Serve fortuna, determinazione, o altro?

“Io credo che serva innanzitutto una grande passione, ovviamente immagino che serva talento, e sicuramente tanta tanta determinazione, capacità e voglia di impegnarsi e studiare tanto. Se ci si impegna a fondo può sicuramente diventare un mestiere nella vita. Io non sapevo se la musica mi avrebbe dato la possibilità di vivere , e ora posso dire che è così e sono felicissima di quello che faccio ogni giorno.”

I tuoi studi si sono svolti principalmente in Puglia, o sei stata anche fuori?

“Sì, come dicevo ho iniziato la mia formazione all’età di cinque anni nel mio paese, Adelfia. A nove anni studiavo già al Conservatorio a Bari, dove mi sono diplomata a diciassette anni con il Maestro Pierluigi Camicia, poi mi sono perfezionata con il Maestro Benedetto Lupo al Conservatorio di Monopoli, quindi sempre in Puglia. In seguito ho proseguito gli studi presso l’Accademia internazionale di Imola, che è molto rinomata e riconosciuta nell’ambiente musicale, e facevo la pendolare tra la Puglia e l’Emilia Romagna. E poi, come detto, sono stata  all’estero, perché era il mio sogno andare proprio in Germania. Ho vissuto due anni a Colonia, città che rimarrà per sempre nel mio cuore, e oltre a ciò sono stata spesso anche a Berlino, sia per studiare sia per suonare. Sono stata varie volte  nella bellissima Baviera. Lo scorso 14 febbraio ho suonato a Monaco di Baviera, proprio al centro della città. In una bellissima Gallery di un grande negozio di pianoforti, Piano Fischer, ed è stato stupendo, anche perché c’era un pubblico molto caloroso e competente. Non mi aspettavo una simile accoglienza, e devo dire di essere stata davvero felice e orgogliosa anche di rappresentare l’Italia in una terra dove la musica classica ha una grande tradizione”.

Ma torniamo a Martina Franca. Oggi sei qui per una masterclass, ma l’estate scorsa, in una magica notte di musica dedicata a Chopin, hai letteralmente stregato i presenti, o almeno chi scrive, con la tua esibizione al pianoforte. Raccontaci questo tuo legame con la nostra città.

“Grazie per i complimenti, troppo gentile (fin troppo facile il gioco di parole, non lo facciamo…). Sono io ad essere stata stregata da Martina Franca in generale e da Piano Lab in particolare. Furono due giornate fantastiche, con centosessanta pianisti arrivati da tutta Italia a Martina Franca, che hanno suonato su pianoforti dislocati nelle strade e nelle piazze di questo meraviglioso centro storico. Io sono arrivata a Piano Lab grazie a Francesco Libetta, pianista pugliese come me con cui, sembrerà strano, ci siamo conosciuti a Miami! Con lui è nato un bel rapporto di amicizia e di stima professionale reciproca. E’ stato lui ad invitarmi a partecipare a questo Festival e io, con gioia, come sempre quando si tratta di suonare, ho accettato. Ed è stata un’esperienza fantastica, ripeto, un week-end ricchissimo di musica. Abbiamo suonato più volte al giorno e a orari stravaganti, io personalmente anche alle due di notte…”

E’ stato in quell’occasione che ci siamo conosciuti!

“Sì, vero, era una notte dedicata a Chopin, era proprio la “maratona Chopin”. E’ stata un’esperienza unica,  davvero interessante e che ho assolutamente voglia di ripetere. Anzi, annuncio in anteprima che ci sarò anche quest’anno, il 10 e 11 agosto 2019, e che Piano Lab sarà ancora più intenso e ricco di sorprese che non svelo, ma invito tutti a esserci, ancora più numerosi, perché vi assicuro che ci sarà da divertirsi ed emozionarsi in questo meraviglioso Festival organizzato da Giovanni Marangi”.

Ma nell’ambito del tuo mondo musicale, che evidentemente è quello classico, c’è qualche compositore o genere che ami maggiormente, o comunque al quale ti senti più legata?

“Effettivamente i miei preferiti fra tutti sono due: il capostipite del barocco, Johann Sebastian Bach,  e Robert Schumann nel Romanticismo che da qualche anno è il mio compositore preferito in assoluto. Lui è assolutamente un genio, e anche se alcune sue composizioni al primo ascolto non colpiscono un ascoltatore non esperto di musica classica, quando ci si addentra nelle sue musiche si scoprono paesaggi e dettagli di grande impatto anche emotivo, e assolutamente geniali. Non potrei vivere senza suonare ed ascoltare composizioni del mio amato Robert”.

Emozione sembra una parola chiave nella tua visione della musica. E visto l’entusiasmo con cui ne parli e con cui la pratichi, diciamo così, sarebbe quasi pleonastico chiedertelo, ma lo facciamo lo stesso, proprio per poterlo sentire dalle tue stesse parole. Cos’è per te la musica?

“Tutta la mia vita. Sembrerà una frase fatta, ma è la verità, te lo assicuro. Qualcosa senza la quale non potrei vivere. Tra l’altro da un anno e mezzo ho anche la fortuna di fare l’insegnante, e quindi oltre al mio percorso artistico ho i miei piacevoli doveri di docente. Cerco di trasmettere la mia cultura musicale e soprattutto la mia passione per la musica ai miei amati alunni del Liceo musicale “Cirillo” di Bari. Ogni giorno mi sveglio e penso che non vorrei fare altro nella vita che non sia la musicista e l’insegnante. Amo anche quest’aspetto, e credo che gli alunni lo percepiscano quando fai qualcosa con gioia e non soltanto perché devi ricoprire un ruolo istituzionale e lavorativo. Ecco, per me la musica è emozione pura”.

Potremmo passare ore a parlare di musica con Mariacristina Buono, ma ci diamo appuntamento magari a una prossima occasione per approfondire alcuni altri aspetti legati proprio alle emozioni che una delle sette arti, forse la più magica e misteriosa, può regalare quando la passione per essa viene trasmessa con questo entusiasmo.

Come ActaLibera ringraziamo Mariacristina Buono (qui il link al suo sito), un talento che ha qualcosa di bello da raccontare.

“E io ringrazio e saluto tutti i lettori di ActaLibera, con l’augurio che la cultura in genere, e l’arte e la musica in particolare, siano sempre nostri compagni in questa meravigliosa avventura che chiamiamo vita”.

Matteo Gentile

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Autore dell'articolo: Matteo Gentile

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