Le orme

Le orme di Giovanni Paolo II nel Salento – recensione

Le orme di Giovanni Paolo II nel Salento – recensione del libro di Dora Elia e Carmen Mancarella

Le orme di Giovanni Paolo II nel Salento, (Ed. Mancarella in collaborazione con Vetreria Romolo Martina) un libro toccante e commovente, un libro in cui si fa sentire la voce di una mamma che ama i suoi figli e ci tiene a far sapere loro chi è stato il Papa. Infatti a loro è rivolta la lettera “Cari Salvatore e Carlo…. Il papa è stato il papa degli ultimi, dei malati dei giovani ma anche il papa dei potenti…. È il papa che ha scritto la storia, è grazie a lui e alla sua mediazione se a Berlino è stato abbattuto l’odioso muro che divideva le due città. Prima di allora intere famiglie non potevano frequentarsi, gli amici non potevano incontrarsi liberamente, la Russia e gli Stati Uniti avevano tracciato una divisione nella vita quotidiana delle persone. Un papa che ha visto morire i suoi cari a causa dei nazisti e che ha combattuto contro ogni forma di libertà. È stato il primo papa a chiamre fratelli maggiori gli ebrei”.
Il libro che ha scritto la giornalista salentina è un umile omaggio al grande papa che ha cambiato la sua vita, perché Carmen è riuscita a incrociare il suo sguardo il 18 settembre 1994 quando il santo padre venne a Lecce. Era il papa che infondeva coraggio e non si stancava mai di ripetere “non abbiate paura, coraggio, coraggio, coraggio”, è stato il papa che ha perdonato chi ha provato ad attentare la sua vita.
Il libro si suddivide in vari capitoli. Uno di questi è “Quando ti ho incontrato mi sono persa nel tuo sguardo”. Qui possiamo leggere l’esperienza di Rita Tarantino: “il papa ha benedetto la foto di mio figlio  Antonio Tarantino ucciso a Nassirya il 5 luglio 2004 , la foto benedetta del padre ora si trova nella chiesa di Spongano”. Anche Antonella Vernazzi  racconta come i suoi insegnamenti restano nelle azioni quotidiane della sua famiglia. Lei lo ascoltò quando a Toronto si tenne la giornata mondiale della gioventù: “ci sono eventi che la razionalità non può spiegare e quello era uno di quelli”, Antonella capì che le parole erano rivolte a lei, ed è grazie a lui se ha rafforzato la sua fede.
Toccanti ed emozionanti sono le immagini fotografiche del capitolo Album, e ci fanno capire come questo uomo ancora domina nei cuori e non è mai morto il suo spirito.
Ma anche nel capitolo in cui si parla di Don Tonino Bello in cui è lui che racconta quando ha parlato con Pietro pescatore di uomini. I due si sono abbracciati con la tenerezza di una fratellanza antica (tratto dal giornale il Grembiule).
Continuano i vari capitoli e le varie esperienze di chi nel Salento ha potuto vivere l’onore di incontrarlo in “Pregando per te ci hai unito nella fede”. Sonia Mariano, sindaco di Bagnolo afferma: quando capì che quella era l’ultima volta che lo avrebbe visto ha pianto, e quando è morto è stata malissimo. Libri come questi per persone che hanno una grande fede, accentuano il contatto ancor di più con Dio e quando si finisce di leggerlo si è più riflessivo nell’applicare la misericordia anche se qualcuno ci ha ferito.
Educatrice Cristina Pipoli
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Autore dell'articolo: redazione

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