La poesia

La poesia come protesta pacifica ma potente – recensione

La poesia come protesta pacifica ma potente – recensione di “100 poesie del ribelle” Mario Contino

La poesia può essere ancora un mezzo di protesta, seppur pacifica, ma potente? Ce lo siamo chiesti leggendo la silloge di Mario Contino “100 poesie del ribelle” (Pedrazzi Editore).
Mario Contino è nato nel 1986, ad Agropoli (SA), si  avvicinato alla poesia sin dalla scuola elementare, ma solo studiando il pascoli e il D’Annunzio si è veramente appassionato alla materia.
Ha iniziato a scrivere poesie all’età di 15 anni, conservandole e poi custodendole in un cassetto tra le sue cose personali.
Sono rari oggi gli uomini con questa sensibilità maggiore rispetto alla media, cosí attenti a certe tematiche e che parlano con il cuore.
Nel corso della sua vita ha studiato ragioneria, poi corsi specialistici per la grafica e la comunicazione.
100 poesie del ribelle Pedrazzo Editore, Ed. 2019, Collana gli unicorni, sono le poesie scritte dal Contino perchè solo se sei un ribelle prendi a cuore varie tematiche, e Mario ci dimostra che il ribelle è una persona sensibile ma anche testardo e sensa paura.
Sensibilità e coraggio sono due facce della stessa medaglia che viaggiano insieme.
La poesia è un messaggio ed è un mesaggio di un certo spessore culturale, spesso viene associata a frasi senza senso, e con le sue 100 poesie dimostra come la poesia sia per lui una penna che scrive come il fiume in piena.
Interessanti i vari titoli che racchiudono più messaggi: “La rima non è morta” che ci invita a capire l’importanza che ha un ribelle nella società perchè vinci se vai controcorrente, o “Rima prepotente” che spiega la società cattiva in cui spesso si vive e ci vuole uccidere la mente. Ma le sue poesie continuano a toccare tanti tasti tra cui “chi si fa guerra a vicenda ma poi si dichiara di razza cristiana”. Il titolo “Scelta dell’eroe” accompagnato dalla sua poesia fa capire come si viva in un mondo crudele popolato da squali. Ma poi nonostante le situazioni odierne della società, Mario riesce a continuare con la sua poesia ad andare oltre, ed ecco: ” Il Sorriso”, “Vola la mente”, “Ogni nodo arriva al pettine”, perchè la vita è un viaggio e, si sa, bisogna andare avanti.
Con la  sua sensibilità e sua penna che scrive alla stessa velocità di un fiume in piena, Mario ringrazia la sua famiglia, dai genitori che li hanno insegnato a essere forte e a non piegarsi alla cattiveria degli altri, al sorriso della nonna materna che ha saputo mantenerlo nel corso della sua vita e all’affetto del nonno materno, ai suoi nonni paterni e al significato che gli hanno trasmesso attraverso il lavoro, e non si dimentica nemmeno del suo cane fedele amico e alleato “Amico perfetto”.
Mario tocca tanto anche i temi dell’ambiente in “Nuova Primavera”, “Vecchio Ulivo”, “Terra delle lacrime”.
Riesce a dare uno spazio anche a vecchie e antiche tradizioni spesso dure e fatte di sacrifici per mangiare e sfamare: “Un vecchio fucile”, “Si mieteva il grano”.
I giovani oggi dovrebbero avvicinarsi tanto a questi contesti, e come ci invita Mario e termina il suo libro di poesie, la vita va vissuta nonostante tutto e bisogna lottare per lei sempre e comunque anche se ci capitano eventi spiacevoli.
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Autore dell'articolo: redazione

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