Il Borghese Gentiluomo

Il Borghese Gentiluomo inaugura il Festival della Valle d’Itria 2020

Il Borghese Gentiluomo inaugura il Festival della Valle d’Itria 2020

Il Borghese Gentiluomo di Richard Strauss inaugura la 46^ edizione del Festival della Valle d’Itria martedì 14 luglio alle 21 nel consueto scenario dell’atrio di Palazzo Ducale, a Martina Franca, anche se in forma inedita per via delle reatrizioni imposte dall’emergenza sanitaria.

In realtà, il primo pubblico della nuova era (che si spera momentanea) c’è già stato per la prova generale di lunedì 13 aperta agli under 25, e anche se “non conta” dal punto di vista formale, in realtà ha avuto un duplice valore, emotivo e culturale. Emotivo, perchè ha fatto riassaporare a tutto lo staff artistico e tecnico il “profumo” del palcoscenico di fronte a un pubblico vero, fatto di persone che hanno ascoltato, visto e applaudito “di persona”, senza il filtro del virtuale, in quella che è la vera essenza dello spettacolo dal vivo, appunto. Culturale perchè ha dato la possibilità, come ormai avviene da anni, a ragazze e ragazzi giovanissimi di avvicinarsi a un modo artistico che può sembrare di difficile fruizione, ma che in realtà è di grande impatto artistico ed emotivo. Giovanissimi anche il direttore dell’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari,  Michele Spotti, e del regista e curatore della  mise en espace, Davide Gasparro, attore e regista della scuola del Piccolo Teatro di Milano.

La rarità del compositore tedesco è proposta nell’edizione del 1917, con il libretto di Hugo von Hofmannsthal, tratto dalla commedia di Molière, in una versione ritmica in italiano curata da Quirino Principe, fra i massimi studiosi straussiani. Prende quindi avvio l’edizione 2020 del Festival pugliese dal titolo Per ritrovare il filo, costruita intorno al mito di Arianna, dalle fonti classiche sino alle sue elaborazioni del Novecento.

Il 2020 segna inoltre per il Festival un traguardo di rilievo: i 40 anni di presidenza di Franco Punzi, al vertice della manifestazione martinese dal 1980, nomina fortemente voluta da Paolo Grassi, figura legata al Festival sin dagli esordi e alla quale si ispira costantemente la proposta culturale di Martina Franca.

Questa nuova versione del Borghese gentiluomo, da sempre testo di analisi e critica della società, ha nell’edizione martinese un punto di forza nella presenza di Stefano Massini, tra i massimi drammaturghi del teatro contemporaneo, nonché consulente artistico del Piccolo Teatro di Milano, al quale il Festival ha commissionato tre monologhi che prenderanno le mosse da Molière per parlare del nostro tempo. Gli interventi di Massini si inseriranno all’interno della drammaturgia dell’opera come lenti di ingrandimento sul valore del denaro nella società oggi, sul ruolo dell’artista e sul teatro: «Quattro secoli fa – spiega Massini – Molière ha scritto un testo su un borghese pieno di quattrini che per sentirsi accettato dalla sua cerchia vuole prendere lezioni di musica, di danza, di filosofia. In passato, a partire almeno dal Satyricon di Petronio, i ricchi si sentivano in dovere di acculturarsi. I soldi servivano, certo, ma bisognava negarli in qualche modo: perché erano un’onta, ‘lo sterco del demonio’. Oggi invece i soldi vengono ostentati; non esiste più il ricco che Carl Barks ha descritto nel 1947 quando ha inventato Zio Paperone, ispirandosi al Canto di Natale di Charles Dickens: un personaggio solo, isolato, senza moglie, nascosto nella sua fortezza con il simbolo del dollaro. Nel nostro tempo Zio Paperone diventa presidente degli Stati Uniti».

Lo spettacolo, articolato in tre parti, avrà la mise en espace curata da Davide Gasparro, attore e regista della scuola del Piccolo Teatro di Milano al quale saranno affidati gli interventi di Massini per le recite del 22 e 25 luglio e dell’1 agosto: «tecnicamente una mise en espace implica un’ipotesi di lavoro – spiega Gasparro –, in cui i diversi elementi vengono per così dire “gettati” sul palcoscenico. Nel caso del Borghese ci muoviamo su quel terreno sottile che separa il teatro musicale dal melologo e dal teatro di prosa: piuttosto che rischiare le forzature di una coerenza a ogni costo, penso sia meglio sottolineare i punti di fuga e di giunzione. Ecco perché ho immaginato uno spettacolo costruito per frammenti visivi, che restituisca in modo adeguato il carattere della commedia».

La partitura di Strauss è affidata all’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari diretta da Michele Spotti, giovanissima ma già affermata bacchetta (classe 1993), che torna a Martina Franca dopo i successi ottenuti la scorsa edizione con Il matrimonio segreto: «Quella del Borghese gentiluomo è un’orchestrazione a dir poco rivoluzionaria – spiega il direttore –, con delle soluzioni che in certi casi mi sembrano addirittura vicine al linguaggio di Stravinsky, al neoclassicismo di Pulcinella. Allo stesso tempo è innegabile una correlazione con i lavori precedenti di Strauss, che non a caso dissemina nella partitura molte citazioni, non solo dall’Oro del Reno o da Rigoletto, ma anche dal suo Don Chisciotte, durante la cena finale. In fondo anche Don Chisciotte è un personaggio che combatte contro qualcosa che non può superare, come Monsieur Jourdain, che aspira a una posizione aristocratica che non raggiungerà mai».

Nel cast le parti musicate di Monsieur Jourdain saranno affidate a Vittorio Prato, mentre il Pastore sarà Ana Victoria Pitts e la Pastora Barbara Massaro. Nello spirito originale della comédie ballet di Molière andata in scena nel 1670 con le musiche di Lully e della successiva ricreazione di Strauss/Hofmannsthal, a Martina Franca Il borghese gentiluomo sarà rappresentata con performance anche di danza con i movimenti scenici eseguiti da Matilde Gherardi e Fabrizio Di Franco, ideatore degli stessi, realizzati in collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto.

Lo spettacolo sarà anche trasmesso in diretta streaming sia sulla Web TV della Fondazione Paolo Grassi che su Italiafestival.tv, la piattaforma dell’associazione dei festival italiani che quest’anno ha voluto estendere la partecipazione agli eventi dei festival italiani, agli spettatori dei cinque continenti attraverso la rete di Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura nel mondo con “Estate all’italiana Festival 2020”, il progetto congiunto fra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Italiafestival, sia per far sentire più a casa gli italiani all’estero che per offrire al pubblico internazionale l’accesso a oltre due mesi di programmazione di spettacoli fruibili online in streaming e on demand gratuitamente in tutto il mondo

 

Martina Franca, Palazzo Ducale

14, 22, 25 luglio e 1 agosto, ore 21

Richard Strauss

IL BORGHESE GENTILUOMO

Musiche di scena per la commedia con danze da Molière

elaborata da Hugo von Hofmannsthal (versione del 1917)

Nuova versione ritmica in italiano di Quirino Principe con Valeria Zaurino

Con tre interventi di Stefano Massini

Direttore Michele Spotti

Mise en espace Davide Gasparro

Movimenti scenici Fabrizio Di Franco

In collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto

Luci Pietro Locicero

Monsieur Jourdain V ittorio Prato

Pastore Ana Victoria Pitts

Pastora Barbara Massaro

Invitati Turchi Manuel Amati, Nico FranchiniVassily Solodkyy,

Alfonso ZambutoAlberto ComesEugenio Di LietoDjokic Strahinja

Danzatori Fabrizio Di FrancoMatilde Gherardi

Stefano Masini sarà anche in scena nella rappresentazione del 14 luglio;

in quelle del 22 e 25 luglio e 1 agosto i suoi interventi saranno affidati a Davide Gasparro

Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari

 

Maestro collaboratore Ettore Papadia

Maestri collaboratori di palcoscenico Giulia Palmisani, Stefania Paparella

Maestro alle luci Ivana Astrid Zaurino

Attrezzeria per gentile concessione del Piccolo Teatro di Milano

Michele Spotti

Direttore d’orchestra

Michele Spotti, appena ventiseienne, è tra i più brillanti direttori d’orchestra della sua generazione, sia nel repertorio sinfonico che in quello operistico.

Dopo essersi diplomato a pieni voti prima in violino e successivamente in direzione d’orchestra sotto la guida di Daniele Agiman al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, ha frequentato vari master in Italia e in Svizzera, tra gli altri con Gianluigi Gelmetti, Gianandrea Noseda, Neeme Järvi e Gennady Rozhdestvensky. Ha debuttato a soli venti anni al Teatro Mancinelli di Orvieto dirigendo Le nozze di Figaro in occasione del Laboratorio Spazio Musica.

L’anno successivo ha debuttato al Teatro Rosetum di Milano con L’elisir d’amore per la stagione lirica di Voce all’Opera. Nel 2015 è stato selezionato dalla fondazione CRT di Torino come giovane musicista emergente per dirigere la Figlia del reggimento, riconfermato anche nella stagione successiva per dirigere Lo zingaro Barone di Johann Strauss.

È stato assistente di Alberto Zedda nella produzione dell’Ermione di Rossini all’Opéra de Lyon, dove è poi tornato come assistente di Stefano Montanari nella produzione de La Cenerentola. In seguito è stato scelto dalla As.Li.Co per dirigere la XX edizione del Progetto Operadomani, con più di cento repliche del Barbiere di Siviglia in tutta Italia.

Tra gli impegni più recenti troviamo: Il viaggio a Reims al ROF (al Festival di Pesaro è presente ininterrottamente dal 2016) e con Opera Lombardia; Hänsel und Gretel con l’Orchestra Arturo Toscanini a Parma; Il barbiere di Siviglia a Saint-Étienne; Il viaggio a Reims nei teatri di Como, Bergamo, Pavia e Cremona; Don Pasquale a Montpellier; Barbe-bleue di Offenbach, con la regia di Laurent Pelly, all’Opéra de Lyon; Il matrimonio segreto di Cimarosa, con la regia di Pier Luigi Pizzi, al Festival della Valle d’Itria a Martina Franca; quindi la prima mondiale de La Cucina di Andrew Synnott e Adina al Wexford Opera Festival, entrambi con la regia di Rosetta Cucchi. Ha diretto il Concerto di Natale 2019 e quello di Capodanno 2020 (la Nona di Beethoven) alla Staatsoper Hannover.

Nello stesso teatro tedesco ha diretto per la prima volta La bohème, nel gennaio 2020. La chiusura dei teatri a causa della pandemia di Covid-19 lo ha sorpreso il 13 marzo all’Opéra de Lyon, il giorno stesso in cui avrebbe dovuto dirigere per la prima volta Rigoletto. A seguire ci sono stati altri rinvii e cancellazioni, pertanto la sua agenda è in continuo aggiornamento. Torna a dirigere comunque già nell’estate 2020: il 14 luglio al Festival della Valle d’Itria a Martina Franca, che inaugura con Il borghese gentiluomo, musiche di scena di Richard Strauss per la commedia di Molière, ripensata in una produzione originale in forma di monologo; il 16 e il 18 agosto dirige due concerti al Rossini Opera Festival, uno di rarità rossiniane affidate alla voce di Juan Diego Flórez, l’altro con il trio di buffi Alfonso Antoniozzi, Paolo Bordogna e Alessandro Corbelli.

 

 

Davide Gasparro

Regista

Classe 1990, laureato in Storia del Teatro nel 2012, si diploma alla scuola del Piccolo Teatro nel 2014 sotto la guida di Luca Ronconi. Durante e dopo la formazione accademica prende parte a vari workshop intensivi (fra gli altri con Sonia Bergamasco, Attila Vidynianszky – direttore del Teatro Nazionale di Budapest – e Viktor Ryzhakov del Teatro d’Arte di Mosca).Nell’estate del 2015 partecipaal corso di perfezionamento promosso dal Centro Teatrale Santa Cristina di Luca Ronconi.

Come attore ha lavorato con lo stesso Ronconi (Santa Giovanna dei macelli di B. Brecht, 2012) e poi al Piccolo: dal 2014 al 2017 è protagonista di Benvenuti al Piccolo, spettacolo itinerante di introduzione al mondo del teatro; dal maggio 2015 fa parte del cast dello storico allestimento di Giorgio Strehler dell’Arlecchino Servitore di due padroni di C. Goldoni, spettacolo che lo vede in scena tuttora.

Nel 2016, dopo numerose collaborazioni come mimo al Teatro Sociale di Como, nello stesso teatro è narratore in La bohème – Storia di una scelta (regia di Roberto Catalano) e nel 2020 sempre narratore in L’elisir d’amore per i bambini (regia di Grischa Asagaroff) al Maggio Musicale Fiorentino.

Ha lavorato come assistente alla regia di Damiano Michieletto in Divine parole di R. Del Valle Inclàn nel 2015 e in L’Opera da tre soldi di B. Brecht nel 2016, al Piccolo Teatro di Milano.Nel 2017 è stato assistente alla regia di Sonia Bergamasco in Louise e Renée e poi di Carmelo Rifici in Uomini e no, sempre al Piccolo Teatro. Nell’estate 2018, al Festival della Valle d’Itria è assistente di Gianmaria Aliverta per Figaro su, Figaro giù, spettacolo nel quale collabora con artisti come Elio. Nel 2019 è stato assistente di Francesco Micheli per la prima assoluta dell’Ange de Nisida per il Donizetti Opera Festival di Bergamo.

Nel 2017, al Piccolo Teatro, ha firmato la regia di Alla caccia del Teatro – Benvenuti al Piccolo, spettacolo replicato fino al 2020.

È tra i fondatori della compagnia indipendente BezoarT, per la quale ha curato le regie de Il Misantropo (2014), Romeo e Giulietta (2016) e Emigranti (2016). Con la stessa compagnia ha ideato e gestito il PFT – Piccolo Festival Teatrale di Bagnara di Romagna dal 2014 al 2016.

Il suo spettacolo Paolo, biopic su Paolo Grassi, di cui è interprete regista e drammaturgo, è in corso di distribuzione presso enti e festival per la prossima stagione teatrale.

Nel 2019 ha debuttato nella regia d’opera al Festival della Valle d’Itria con la drammaturgia e regia di due intermezzi napoletani (L’ammalato immaginario e La vedova ingegnosa di Vinci/Sellitti) e al Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto con Drosilla e Nesso di Leo. È stato inoltre il primo a mettere in scena l’opera buffa Il Guercio di Puglia di Nicola Scardicchio ad Alberobello nel 2019.

Tra le altre esperienze, nel 2014 è stato segnalato al premio Hystrio alla vocazione teatrale; nel 2018 un suo contributo saggistico è apparso nel libro Scene – Saggi sul teatro tra testi, sguardi e attori a cura di Carla M. Bino edito da Educatt.

Stefano Massini

Scrittore

Stefano Massini è uno scrittore che ha la sua cifra distintiva nel coniugare una spiccata vena letteraria ad un forte estro di narratore dal vivo.

Definito il “racconta storie più popolare del momento”, con i suoi affreschi narrativi “tocca il cuore e la mente”, emoziona e fa riflettere creando cortocircuiti grazie ad uno stile unico che intreccia vicende, personaggi, miti del passato e moderni, eventi quotidiani e fatti di cronaca con gli stati d’animo dell’essere umano. Racconti e storie che Massini riesce a ricreare dai materiali più diversi, come accade nei suoi popolarissimi interventi televisivi su La7 nel programma Piazza pulita, nelle colonne del quotidiano «la Repubblica» e nella sua rubrica settimanale Manuale di Sopravvivenza, nei romanzi, nei saggi, nelle opere teatrali diffuse in tutto il mondo: forme e linguaggi che si alternano, si intrecciano, si richiamano. Le sue speciali lezioni-racconti sui libri nel talent show Amici lo hanno fatto conoscere e apprezzare anche da un pubblico di giovanissimi.

I suoi testi sono tradotti in 24 lingue e portati in scena da registi come Luca Ronconi o il premio Oscar Sam Mendes. Qualcosa sui Lehman è stato uno dei romanzi più acclamati degli ultimi anni (premio Selezione Campiello, premio Super Mondello, premio De Sica, Prix Médicis Essai, Prix Meilleur Livre Étranger). I suoi ultimi libri sono Dizionario inesistente (2018) e Ladies Football Club (2019) e Eichmann. Dove inizia la notte (Fandango 2020).

(Foto: Un momento delle prove a Palazzo Ducale – di Clarissa Lapolla)

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Autore dell'articolo: redazione

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