Chetogenica

Chetogenica: una dieta di qualità, purchè affidata a mani esperte

Chetogenica: una dieta di qualità, purchè affidata a mani esperte, un regime alimentare non “per sempre” alla ricerca di benessere e salute

Chetogenica, l’ultima frontiera tra chi come Valter Longo ha ideato la “dieta mima digiuno”, che può allungare la prospettiva di vita anche nell’uomo, e Barry Sears, che ha varato la «nutrizione positiva»: una filosofia che punta ad allungare la nostra parentesi terrena, tenendo a bada i livelli dell’infiammazione, giunge da una sintesi tra la dieta mediterranea e lo schema chetogenico: tradizione e modernità fuse per vivere meglio in salute. 

Lo spunto giunge da Firenze, dove si è tenuto un convegno che ha visto protagoniste l’università del capoluogo toscano e l’ateneo di Roma Tor Vergata. Mangia meno e segui la dieta mediterranea: queste le indicazioni emerse, per chi punta a vivere in salute. Il protocollo alimentare su cui hanno puntato l’attenzione gli esperti è rappresentato dall’intreccio tra la dieta chetogenica e la dieta mediterranea. Con l’osservazione di una dieta con ridotto apporto di carboidrati, è quanto emerso dal confronto tra gli esperti, si può assicurare un calo di peso.  

Inoltre la carenza di glucosio, determinando un aumento dei corpi chetonici, consente un elevato tono dell’umore e maggiore incidenza sul sistema nervoso centrale inducendo un senso di sazietà: queste le indicazioni alla base della dieta chetogenica che punta ad assicurare un dimagrimento anche piuttosto veloce riducendo al minimo l’apporto dei carboidrati.

Secondo gli esperti, una dieta studiata a partire dai canoni della dieta chetogenica, nel pieno rispetto delle indicazioni di un regime di tipo mediterraneo, può incidere in modo importante sulla risoluzione di molte condizioni determinanti per lo sviluppo di malattie croniche: dalle dislipidemie alla sindrome metabolica. La dieta chetogenica infatti è utilizzata dal punto di vista terapeutico non solo per ridurre l’assunzione dei carboidrati ma per abbassare l’insulino-resistenza e quindi anche per andare a curare uno dei meccanismi responsabili del Diabete mellito di tipo 2 , abbassando la glicemia.

Cos’è la chetogenesi

La Chetogenesi è una funzione fisiologica del nostro organismo che induce a consumare le riserve di grassi, mediante la cosiddetta “liposuzione alimentare” quando gli zuccheri non pervengono per qualche motivo attraverso la via alimentare.
Non potendo, infatti, più utilizzare gli zuccheri alimentari come fonte di energia,
l’organismo si vede costretto a consumare le proprie riserve, determinando, così, un rapido scioglimento del tessuto adiposo.

Come si attiva la Chetogenesi

Interrompendo l’assunzione di carboidrati (la grande famiglia degli zuccheri) giornaliera, riducendola a zero, e sostituendo tutti i pasti con una alimentazione quasi esclusivamente proteica, si attivano quei processi metabolici finalizzati a portare il nostro organismo a consumare massa grassa attraverso la funzione fisiologica denominata Chetogenesi.
In condizioni di normalità, infatti,
 il nostro organismo accumula il proprio “carburante”, chiamato glicogeno, nel fegato e nei muscoli e lo utilizza per produrre l’energia di cui ha bisogno. Tale riserva, se non viene ulteriormente “rifornita” di carboidrati attraverso il cibo, si esaurisce nel giro di 24 h.
Una volta esaurito il Glicogeno è il nostro stesso organismo che, vedendosi costretto a trovare il proprio nutrimento altrove, attiva il processo di Chetogenesi. Esso, infatti, 
inizierà a trasformare il grasso corporeo in zuccheri, al fine di produrre quell’energia, precedentemente fornita dal metabolismo del Glicogeno.
inizierà così il processo di dimagrimento. Seguirà la fase di transizione perché
I pazienti che hanno seguito la dieta chetogenica non possono, subito dopo, assumere troppe calorie con il rischio di riprendere il peso perso. Nella transizione si reintroducono gli alimenti in maniera graduale per una durata dipendente dai risultati di mantenimento del peso e da parametri medici a medio e lungo termine. Studi clinici hanno dimostrato come una fase di transizione di 6 settimane mantenga nel tempo parametri migliori (circonferenza addominale, valori pressori) rispetto ad una fase limitata ad una sola settimana. 

A dirla in parole ancora più semplici si tratta di un periodo di lento adattamento ad un regime alimentare sano, equilibrato e completo, come quello ampiamente noto della Dieta Mediterranea.

Questa terapia dietetica deve essere prescritta e utilizzata in modo preciso da mani esperte che conoscono i principi della fisiopatologia e l’applicazione di determinati protocolli. Se seguita da mani esperte e in maniera personalizzata è assolutamente sicura.

La Dieta Chetogenica “non è per sempre”, ma è sicuramente un momento fondamentale per chi vuole riconquistare la salute e benessere. Quelli sì, devono accompagnare il paziente per sempre!

dr.ssa Daniela Impedovo
(biologo-nutrizionista)

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Autore dell'articolo: redazione

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