Anni 80

Anni 80 che passione – storia di un ventenne nostalgico, ma non troppo

Anni 80 che passione – storia di Giuseppe Gimmi, un ventenne nostalgico, ma non troppo

Anni 80 che passione – La storia di Giuseppe Gimmi, 22enne barese, è la storia di un ragazzo che ha provato a fare della sua passione un lavoro, o comunque a intraprendere un’attività creativa e allo stesso tempo produttiva. Da poco più di un anno ha ideato e creato un progetto artistico che riesce a raccontare e racchiudere la sua forte passione: gli anni 80, appunto

Giuseppe realizza una linea di magliette uniche e personalizzate, sulle quali stampa ciò che è lo stesso acquirente a scegliere di scrivere. Apparentemente un’idea come tante altre, ma la particolarità sta nel fatto che tema di fondo sono gli anni ’80, e che a proporlo sia un ragazzo nato alla fine dello scorso millennio, che quindi vive quel periodo di riflesso, o comunque grazie a video, fotografie e ricordi di chi li ha vissuti. Lo abbiamo conosciuto a Martina Franca grazie all’amicizia in comune con Giovanna Salvatore nell’ambito de Wake Art Festival, evento organizzato da Condivisione Italia in cui venivano messi in evidenza proprio la creatività e lo spirito di iniziativa di giovani artisti. E ci ha incuriosito proprio questa sua passione per quel determinato periodo che ormai è storico.

Giuseppe, come nasce l’idea?

Guardando le pellicole del grande cinema e ascoltando la musica anni 80 è nata in me questa grande passione. Vivo di una nostalgia incredibile per cose che non riesco più a ritrovare, l’amore per le piccole cose, la conversazione con il bicchiere di vino davanti a un pianoforte. Guardando quei film e ascoltando quella musica ho deciso di far diventare la gente protagonista di qualcosa di unico attraverso delle creazioni per realizzare le quali io in primis studio quegli anni, dai colori alle forme.

In che modo la gente diventa protagonista di questo tuo progetto?

La gente, il cliente diciamo, può chiedere di scrivere tutto quello che gli piace, quindi la produzione diventa qualcosa di unico e di personale.

Perché proprio gli anni 80?

In confidenza,  io in realtà penso di non avere una vita che posso definire “facile”, perché vivo di piccole ansie e di solitudine, che però provo a trasformare in qualcosa di positivo grazie proprio al cinema, a una passeggiata in riva al mare, o ascoltando  buona musica. Vivo praticamente con dei miti che mi porto dentro, da Alberto Sordi,  Sergio Leone , Carlo Verdone, Christian De Sica, Lucio Dalla per citarne alcuni. Per me sono un punto di riferimento. Ascoltando o vedendo le loro produzioni sto bene, mi sento a casa perché riescono a trasmettermi qualcosa per me magico. In questo senso vorrei fortemente citare un personaggio moderno che ha ripreso a pieno gli anni 80 ma soprattutto un modo di vivere e di pensare che mi emoziona: è Tommaso Paradiso, altro punto di riferimento importante per me.

Tutto questo è nostalgia per il passato o anche voglia di costruire un futuro differente?

In realtà sono pienamente inserito in questo nuovo Millennio nonostante la mia passione vintage. Ho amici di ogni età, apprezzo le nuove idee e l’uso della tecnologia e tutto ciò che è innovazione e modernità. Però allo stesso tempo riesco a ritrovare quello spirito di romanticismo, di amicizia e d’amore in pochissime persone. In realtà è proprio questo che mi manca, perché nel mondo attuale sommerso dai social mi sembra che manchi la possibilità di avere un gruppo di amici con cui potersi confrontare, fare mille esperienze. Per esempio, mi piacerebbe poter fare la “follia” tipica degli anni 80 di partire in inverno per Riccione e ritrovarsi lì davanti a un pianoforte abbracciati a cantare e raccontarsi le piccole grandi avventure di ogni giorno. In definitiva, come tutti penso, in questa mia vita voglio solo stare bene e continuare a sognare, e un giorno mi piacerebbe raccontare tutto questo attraverso un film.

Te lo auguriamo, mai dire mai, proprio per citare il titolo di un film di quel periodo che ti appassiona. Ma c’è qualche collaborazione importante che questa tua attività ti ha consentito di realizzare?

Ho realizzato e consegnato molti lavori, per citare alcuni personaggi: Ronn Moss, Alessandro Cattelan, Marina Di Guardo (la nota scrittrice nonché mamma di Chiara Ferragni), Rocco Papaleo, Enrico Montesano , Cesare Cremonini, Alessandro Borghi, Jerry Calà, Fabri Fibra, e altri. Sono molto grato a chi si interessa a questo mio progetto, e devo dire che ho ne ho potuto parlare su diverse testate ed emittenti televisive e radiofoniche sia locali che nazionali. Sono anche presenti mie video nel web, dove racconto come la mia vita sia cambiata grazie a questa idea, guidata dalla passione per gli anni ’80 che considero anni fatti di semplicità, amore e grande spensieratezza, se paragonati al presente.

In bocca al lupo, dunque, e per restare in tema, prendiamo in prestito uno slogan di quegli anni: Impossible is nothing!

Matteo Gentile

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Autore dell'articolo: Matteo Gentile

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